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La Cappella Pilotti

L’intervento risale all’inizio degli anni ’90, quando i progettisti in occasione della costruzione del primo tronco della diramazione autostradale Torino-Pinerolo si sono letteralmente imbattuti nella Cappella Pilotti, un edificio religioso sei-settecentesco, da tempo sconsacrato e fatiscente, ubicato in aperta campagna nel punto in cui era prevista la realizzazione dello svincolo di Volvera. La Società concessionaria, recependo le istanze avanzate da enti pubblici e privati in sede di Conferenza dei servizi, ha accettato di modificare la posizione dello svincolo e di finanziare – con oltre 2 miliardi di lire – un complesso intervento di recupero e di restauro dell’edificio.

I lavori, eseguiti tra la primavera del 1993 ed il maggio 1994 sotto la supervisione della Sovrintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte, hanno permesso di riportare a nuova vita un piccolo gioiello di architettura barocca, caro alle tradizioni locali ma sconosciuto ai più e destinato altrimenti, con ogni probabilità, ad un degrado irreversibile. Abbandonata ogni ipotesi di ritorno all’originaria destinazione religiosa, il restauro della Cappella si è orientato verso il suo possibile utilizzo per piccoli convegni, manifestazioni, esposizioni ecc., compatibili con la capacità ricettiva degli ambienti. Lo spazio esterno, occupato da un grande prato, è in parte destinato ad area di parcheggio, preceduta e delimitata da filari di pioppi cipressini.

Grazie all’intervento compiuto da ATIVA, oggi la Cappella Pilotti emerge sul paesaggio circostante e può essere ammirata da chi percorre l’autostrada, nelle varie direzioni, in tutte le sue eleganti forme architettoniche. Essa è diventata un simbolo della Torino-Pinerolo, ed è un esempio di come la grande infrastruttura possa convivere con l’ambiente e con le risorse storiche e culturali presenti sul territorio, valorizzandole e contribuendo alla loro conservazione.
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